| POESIA D’ AMORE ( A
NABOU)
Nel tuo seno
profondo
mi sono scoperto
dove il vento
mulina la sabbia
e la polvere rossa
sulla pelle rapprende
e il fuoco della luce
il tuo profilo
fa più netto
e la tua ombra.
L’unione altri
ci ha reso nell’incedere
sulle sabbie cedevoli
con passi
diversi
orizzonti – le nostre
mani poco s’intrecciano
ma tutto si fonde -
senza mai perdersi.
Sapermi un giorno
tua memoria
m’ è conforto.
Prima di averti
guardavo i profili
delle colline o la linea del mare
credendo che l’oltre
fosse distanza
perpetua,
perciò ristavo al limitare,
a vedermi e non sapere –
adesso so che lo spazio
non è
se tutto lo si comprende –
è la cruna del bene
Nel tuo ventre
ho trovato i passi
giusti,
e i gesti,
l’ inizio che
dà senso
alla fine –
umana dote
è la rinascita,
un nuovo confine
quando il passo cede
al riposo
e saprò i luoghi
del tempo
per non farti invecchiare.
(Marco Ciuffi)
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AI FACCHINI DEL TURNO DI NOTTE
Non v’illudete
proletari,
duro è il giro
del giorno,
duro resta
il turno
che niente dona
dell’alba se non
il riposo per
una nuova fatica.
Non sognate
proletari,
poiché il vostro sogno
è il giorno di sempre
di chi ha
i vostri gesti.
Non figliate proletari,
perché chi già vi ha
avrà anche i vostri figli.
A loro non sarà data
la fuga,
solo la fede,
che sia la loro
la vostra
poco importa.
Ridete dunque
proletari,
ridete di loro.
Di questo hanno paura
(Marco Ciuffi) |