ATLANTA (Georgia) - "È
vero, abbiamo pagato Girolamo Sirchia e altri scienziati italiani.
In tutto, meno di una decina di persone". Nella modesta palazzina
in mattoncini rossi di Norcross, piena periferia industriale di
Atlanta, sono da poco passate le dieci di mattina, ed Edward Gallup,
fondatore e presidente della Immucor, la ditta farmaceutica che
ha emesso gli assegni intestati al ministro per la Sanità,
è di cattivissimo umore.
Parla a voce troppo alta e continua a mandare giù il suo
caffè lungo. "Voglio dire alcune cose riguardo a tutta
questa storia - ringhia -Però sia chiaro, non ho intenzione
di rispondere ad alcuna domanda". Con un gesto brusco, si scosta
dal tavolo e tira fuori un foglio di carta dal quale comincia a
leggere una sorta di comunicato. Probabilmente se l'è preparato
quando la segretaria gli ha annunciato la visita della stampa italiana.
Fa un lungo respiro e comincia a leggere: "In effetti qualche
anno fa la Immucor ha intrattenuto rapporti con meno di dieci scienziati
italiani, tra cui anche il ministro Sirchia. Questi scienziati erano
incaricati di effettuare ricerche scientifiche e di organizzare
o partecipare a conferenze. E basta".
Va bene, mister Gallup, ma allora perché il ministro Sirchia
ha più volte negato di aver avuto rapporti con la Immucor?
E di aver ricevuto pagamenti in assegni? "Ho detto che non
voglio rispondere ad alcuna domanda", prova a chiudere. E perché,
se i pagamenti erano regolari, Immucor li effettuava estero su estero
con un meccanismo complicatissimo che partiva dalla Germania e finiva
in Svizzera? "Se continuano le domande sono costretto a chiudere
qui la conversazione".
Nella stanza scende il silenzio. Anche perché i toni sono
saliti forse troppo. Del resto, che siano giorni difficili per l'azienda
si capisce rapidamente, guardandosi intorno: lo scenario è
quello di una grande fuga. "Tutti i pezzi grossi - dice sorridendo
una segretaria - Non ci sono, guardi i loro posti macchina: sono
vuoti". Nino De Chirico, l'uomo che teneva i rapporti con l'Italia
nel periodo sotto inchiesta, è in Germania per un convegno
e "non tornerà prima di due settimane"; Steve Ramsey,
il suo successore, è in Spagna per un impegno analogo. Le
loro scrivanie sono vuote, le loro case al golf club sono deserte.
E così, al posto di comando, accerchiato dalla solitudine,
c'è rimasto solo quest'uomo vestito casual, che continua
a bere caffè e a innervosirsi: "Il punto - prova a spiegarsi
Gallup, trasformando il suo comunicato in una sorta di sfogo - è
che tutta questa storia sta distruggendo l'immagine della mia azienda,
e i giornali italiani sembra che non aspettino altro per tirare
fango su di noi".
Parla, e intanto con il mouse scorre in lungo e in largo gli articoli
della stampa italiana che riguardano la vicenda. Una rassegna completa:
ci sono quelli sulla morte di Francesco Mercuriali ("Non ne
avevo mai sentito parlare prima di questa storia", spiega)
ci sono quelli sull'iscrizione al registro degli indagati della
segretaria di Sirchia, e ci sono quelli con le fotografie degli
assegni Immucor intestati al ministro. Gallup Se li è fatti
tradurre uno per uno da un pool di legali, e li rilegge più
volte al giorno: "Li conosco praticamente a memoria: ognuna
di queste parole - spiega - ha causato danni incredibili alla mia
compagnia. Tutto quello che lei vede qui intorno l'ho creato io
lavorando come un matto dal 1982 ad oggi e adesso vedo tutto questo
minacciato da questa storia".
In particolare non gli è andata giù la questione
dei settanta medici. "Noi - racconta - abbiamo mandato alla
procura di Milano un elenco di professionisti con cui negli anni
abbiamo avuto rapporti di qualsiasi genere. È stato scritto
che Immucor aveva corrotto 70 primari in mezza Italia. E non è
vero. Al massimo abbiamo mandato in giro qualche regalo di rappresentanza".
A dire la verità all'interno dalla sua stessa azienda questo
punto di vista non è molto condiviso. Dietro alla schiera
dei no comment imposti dai vertici della società sono in
molti a pensare che specialmente sul mercato estero ci siano stati
alcuni manager che hanno fatto carriera all'interno della società
pagando tangenti. "Ogni volta che esce un articolo di questo
tenore, ogni volta che voi giornalisti scrivete che Immucor pagava
tangenti di qua e di là, in borsa il titolo subisce dei contraccolpi
violenti. E questo non è giusto perché noi qui le
cose le abbiamo fatte sempre molto chiaramente. Piuttosto perché
non andate a vedere come si comportavano sempre con gli italiani
le altre ditte nostre concorrenti? Perché non andate a vedere
come si comportano, perché non fate loro le stesse domande
che state facendo a noi?".
(24 febbraio 2005) |