| QUANDO parlate con vostro figlio
sembra che non vi ascolti? Non è ordinato ed è sbadato
o smemorato nelle sue attività quotidiane? Si lascia distrarre
facilmente e non finisce i compiti assegnati? Se avete risposto affermativamente
a tutte queste domande non è da escludere che vostro figlio,
almeno secondo il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental
Disorders), sia affetto da ADHD (Attention Deficit Hiperactivity Disorder),
più comunemente nota come sindrome da iperattività.
Una patologia che, secondo le statistiche del ministero della Salute,
colpirebbe il 4% della popolazione in età pediatrica. Sul
sito dell'Aifa www. aifa. it/dsm_genitori. htm (Associazione Italiana
Famiglie ADHD) è possibile effettuare il test integrale e
scoprire, direttamente on-line, se il vostro bambino è un
potenziale "iperattivo" oppure no. Proprio per rispondere
a questa presunta emergenza sociale il Ritalin (metilfenidato idrocloride)
sta per ritornare nelle farmacie italiane.
Già sotto accusa negli Stati Uniti dove, secondo molti addetti
ai lavori, avrebbe generato 6 milioni di giovanissimi dipendenti,
ora il Ritalin è stato sdoganato anche in Italia passando
dalla fascia delle sostanze classificate come stupefacenti (nella
stessa tabella della cocaina, anfetamina, oppiacei e barbiturici)
a quella degli psicofarmaci prescrivibili dal medico.
Il metilfenidato, di cui è composto il Ritalin, è
infatti uno stimolante centrale e come tale appartiene ai farmaci
d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti.
La sua commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989 ma,
vista "l'elevata incidenza dell'ADHD in età pre-adolescenziale
- recita una nota del ministero della Salute - la Commissione unica
del farmaco ha invitato la casa farmaceutica Novartis, attuale titolare
del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del farmaco
e la sua commercializzazione in Italia".
Il dottor Claudio Ajmone, psicologo e psicoterapeuta, presidente
dell'Oism (Osservatorio Italiano Salute Mentale) al riguardo non
ha dubbi: considera il Ritalin alla stregua di una sostanza stupefacente
ed afferma che "i bambini vengono drogati per risolvere problemi
che andrebbero superati in termini pedagogici." Anche il professor
Luigi Cancrini, noto psichiatra delle tossicodipendenze, è
molto proccupato circa le possibili conseguenze di un abuso del
Ritalin: "siamo certi che tutti questi bambini di otto anni
a cui diamo il Ritalin, a 16 anni non lo prendano per loro conto
e non diventino tossicomani?".
Ma ci sono anche sostenitori del Ritalin sia tra i genitori che
tra gli psichiatri. Molti sono infatti convinti che il farmaco migliori
decisamente la qualità della vita delle famiglie coinvolte,
pur riconoscendo la presenza di alcuni effetti secondari. In questo
senso una pubblicazione del Canadian Journal of Psychiatry dell'ottobre
del 1999 ha rilevato gravi effeti psicotici dovuti all'assunzione
di questo farmaco: un'indagine codotta su 192 bambini diagnosticati
ADHD ha mostrato infatti che il 9% dei bambini curati con Ritalin
ha evidenziato sintomi psicotici che sono spariti all'interruzione
del trattamento.
Nel frattempo moltissimi neuropsichiatri infantili, pedagogisti
e psicologi italiani si schierano contro quella che definiscono
"la medicina sedativa della vivacità fisica e intellettuale
dei bambini" e scelgono Internet per creare veri e propri comitati
di protesta e controinformazione. Su tutti il blog di ProvinciAbile
(http://www. provinciabile. it/blogabile). Un sito dedicato ai diversamente
abili che ha lanciato la "Campagna No! Al Ritalin" e che
da giorni è invaso da decine di messaggi di genitori ed operatori
che si dicono indignati per la scelta del ministero della Salute
di reintrodurre il Ritalin tra le medicine prescrivibili.
La gran parte dei partecipanti si dice preoccupata del fatto che
"bambini vivaci possano essere scambiati per malati."
Anche la promotrice della campagna, l'assessore della Provincia
di Roma Tiziana Biolghini si dice costernata dalla decisione di
reintrodurre il Ritalin: "Vogliono trasformare la sana vivacità
dei bambini in malattia".
Una tesi sostenuta anche dal Dr. D. McGuinness, che da anni combatte
la prescrizione dello psicofarmaco negli Stati Uniti e che senza
mezzi termini, sostiene che l'ADHD è nient'altro che un'invenzione:
"Abbiamo inventato una malattia, le abbiamo dato l'approvazione
medica, e ora dobbiamo sconfessarla". Anche l'APA, l'American
Psychological Association, dichiara che "non vi sono test diagnostici
affidabili ed oggettivi". Nel frattempo, proprio grazie ad
Internet si organizzano i primi sit-in. Il primo dei quali domenica
20 Marzo a Roma, un girotondo intorno al Colosseo.
(7 marzo 2005) |